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Cannoli siciliani (con ricetta di un eccellente cuoco nero milanese!)

I cannoli siciliani sono stati una rivelazione: una di quelle cose che sembrano difficilissime, le vedi e pensi "chissà che casino fare queste cose... meglio che li compro già fatti!" il che sicuramente non fa una piega... se abiti in Sicilia, vicino ad un'ottima pasticceria artigianale! Ma se abiti in Brianza, a circa 1200 km dalla più vicina pasticceria artigianale sicula... ecco, può risultare un po' scomodo! ;-)
E quindi mi sono cimentata e... sorpresa! E' semplice e veloce! Ecco il risultato... che ne dite?


ingredienti:
per la pasta
150 gr farina 00
30 gr strutto
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di cacao
1/2 cucchiaio di aceto 
2 albumi
mezzo bicchierino di marsala

per la crema e guarnizione
500 gr di ricotta di pecora fresca
200 gr di gocce di cioccolato fondente
200 gr di cedro candito (a piacere anche altro tipo)
pistacchi al naturale e zucchero a velo per guarnire
olio d'arachidi per friggere e cilindri di inox per formare i cannoli

preparazione:
Si comincia preparando la pasta: setacciare la farina in un recipiente, al centro versare tutti gli altri ingredienti per la pasta ma senza mettere tutto il marsala insieme, se ne aggiunge poco alla volta finchè la consistenza della pasta non è giusta: morbida ma non troppo appiccicosa. Impastare a mano (si può usare anche l'impastatrice, volendo...), formare una palla di impasto liscia, morbida e uniforme e quindi avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigorifero per circa un'ora.
Intanto preparare la crema: setacciare la ricotta, unire lo zucchero e mescolare, se la consistenza è troppo dura si può aggiungere un goccio di latte. Unire il cioccolato e i canditi, mescolare e riporre in frigorifero.
Dopo il riposo, stendere la pasta aiutandosi con il mattarello su un piano ben infarinato. Ritagliare dei quadrati di pasta e avvolgeri in diagonale sui cilindri metallici, premendo bene con le dita nel punto in cui le punte si sovrappongono, affinchè non si aprano in cottura quando si gonfieranno. Friggere in abbondante olio caldo, girandoli su tutti i lati (io li ho fritti uno alla volta, sono pronti molto in fretta!) e porli a scolare su carta assorbente. Rimuovere i cilindri quando sono freddi.
Mettere la crema alla ricotta in un sac a poche o siringa da pasticcere con la bocchetta piuttosto larga e liscia, e farcire uno ad uno i cannoli. Guarnire con un pistacchio alle due estremità e spolverare di zucchero a velo prima di servire!

note:
i cilindri per cannoli in acciaio inox sono un articolo che non è facilissimo trovare, io ho deciso di comprarli online ma per questa volta li ho fatti in versione usa e getta artigianale! ;) Basta della carta forno e delle vaschette in alluminio usa e getta, ovviamente non è un'idea mia bensì presa da un geniale blog, che vi linko, dove trovate la spiegazione con foto:
http://ilfogolar.blogspot.com/2009/03/stampo-per-cannoli-casalingo.html

E infine, ultimo ma non per importanza, tutto il merito per la buona riuscita di questa ricetta va al grandissimo Maurizio Santin, pasticcere e chef milanese di grandissimo talento e simpatia che è il mio guru in materia di dolci! Ecco il video della preparazione di questi fantastici cannoli, vedendoli fare capirete quanto sia in realtà semplice prepararli: http://www.youtube.com/watch?v=zRQFy-ZuJs4
Vi assicuro che anche se la ricetta è di uno chef milanese, i cannoli sono stati testati a casa mia da palati siciliani doc e hanno preso una votazione di 11 su una scala da 1 a 10! ;-)

Torta paesana

... o torta di pane o torta nera che dir si voglia!
Questo è un dolce tipico della mia zona, ma credo si trovi in numerose varianti in tutta la regione. Viene chiamata da noi "torta paesana" perchè tipicamente veniva preparata dalle donne per il giorno della festa del patrono del proprio paese. E' una torta povera, che si fa con il pane raffermo avanzato dai giorni precedenti. Non pretendo assolutamente di dire che la mia versione è la migliore, o quella originale... è un tentativo ridicolo quello di affermare qualcosa del genere per quelle ricette così tipiche e tradizionali che sono rpesenti nel territorio da centinaia di anni in mille varianti diverse, ogni famiglia ha il suo segreto e la sua tradizione... io vi presento quella che faceva la mia bisnonna e che adesso fa mia madre! Ovviamente loro mettono gli ingredienti "a occhio", ma questa volta ho aiutato mia madre a pesare tutto per poter dare una ricetta con dosi ben precise!



ingredienti:
300 gr pane raffermo (io uso tipo francesine o ciabatta, comunque di grano tenero)
120 gr zucchero semolato
200 gr amaretti secchi
1 litro di latte
250 gr di uvetta sultanina ammollata in acqua tiepida e strizzata
40 gr pinoli
40 gr burro fuso
1 bicchierino di cognac
125 ml di caffè espresso forte e non zuccherato
70 gr cacao amaro in polvere
200 gr cioccolato fondente in gocce o sminuzzato grossolanamente
1 uovo intero sbattuto

preparazione:
La preparazione di questa torta richiede un riposo degli ingredienti prima della lavorazione e una cottura abbastanza lunga, quindi consiglio di prepararla sempre un giorno prima! Per prima cosa prendete il pane raffermo e fatelo a pezzi grossolani con le mani, ponetelo in un recipente capiente insieme allo zucchero e agli amaretti, anch'essi sbriciolati grossolanamente schiacciandolo tra le mani e unite il latte. Con un cucchiaio mescolate bene il tutto e schicciate il pane per fare assorbire il latte e assicurarsi che tutto il composto sia bene inzuppato nel liquido. Coprire e lasciare a temperatura ambiente a riposare per almeno 4 ore. Volendo, si può preparare la sera e lasciare tutta la notte a riposo per procedere con la cottura della torta il mattino successivo.
Dopo il riposo, il composto sarà molto morbido e si potrà facilmente passarlo, usando un passaverdure con il setaccio a maglie larghe. Raccogliete tutto il composto (in effetti a questo punto non avrà un bell'aspetto... ma abbiate fede, migliorerà!!!) in un recipiente capiente, aggiungete l'uvetta ben sciacquata e strizzata, i pinoli, il burro fuso, il cognac, il caffè, il cacao amaro, il cioccolato fondente e  l'uovo sbattuto. Mescolate tutto per bene, poi prendete una tortiera piuttosto capiente (la mia è da 30 cm), imburratela e infarinatela e travasate l'impasto nella tortiera livellandola con un cucchiaio.
Mettete la torta nel forno preriscaldato a 160°C e ventilato e cuocetela per almeno 90 minuti. Trascorsi i 90 minuti, pungetela al centro con uno stecco di legno: se esce pulito, è cotta altrimenti proseguite la cottura e controllatela ogni 15-20 minuti. La cottura dipende da quanto è stato assorbito il latte dal pane e dal tipo di pane usato, quindi potrebbero volerci anche un paio d'ore! Spegnete quindi il forno e lasciate la torta dentro finchè non si sarà raffredato. Si conserva per diversi giorni in frigorifero (sempre se dura... a casa mia in due giorni restano solo le briciole!!), ma va mangiata a temperatura ambiente.

Cupcake farfalla

La domenica è giorno di dolci e golosità... ma cosa ci si può inventare quando il frigorifero piange e il supermercato è chiuso? Io mi sono buttata su questi cupcakes farfalla, delle tortine morbidissime e golose, ripiene di panna e marmellata, dalla preparazione facilissima! Il giorno dopo sono ancora buone se conservate coperte con pellicola trasparente, ma sono delizione ancora tiepide. Sono anche un'alternativa ottima alla classica merendina confezionata, se c'è qualche mamma che legge...! ;)



ingredienti:
(per 16 cupcakes in pirottini da cm 8)
185 gr farina autolievitante
125 gr burro morbido a temperatura ambiente
160 gr zucchero semolato
2 uova
per decorare: panna montata e marmellata a piacere o nutella o altro...

preparazione:
Preriscaldare il forno a 180°C, mettere i pirottini di carta nello stampo per muffins.
Radunare tutti gli ingredienti per l'impasto in un ciotola e frullare con le fruste elettriche alla minima velocità per amalgamare il tutto, poi aumentare la velocità gradualmente e continuare a mescolare finchè l'impasto non diventa liscio, chiaro e gonfio. A questo punto mettere un cucchiaio di impasto in ogni pirottino, riempiendolo per circa 2/3. Infornare sul ripiano medio del forno per 30 minuti circa o finchè non diventa dorato. Togliere dal forno e lasciare raffreddare su una gratella.
Appena sono tiepidi, si possono farcire: la farcitura è a piacere, si può montare un po' di panna o usare una crema chantilly o pasticcera o altro e abbinarla a confettura o nutella. Io ho usato panna montata e per metà dolcetti ho abbinato marmellata alla fragola, per l'altra metà della nutella.
Per realizzare le ali delle farfalle è sufficiente prendere un coltellino appuntito e tagliare via una fettina a forma di cerchio dalla sommità delle tortine, quindi tagliare a metà la fettina. Si riempie lo spazio rimasto con panna, si dispone al centro un pochino di marmellata e quindi si appoggiano le due metà della punta della tortina un po' inclinate, per fare le ali della farfalla.
Spolverare a piacere con zucchero a velo (io purtroppo l'avevo finito!!) e servire appena tiepido o freddo!

nota:
in assenza di stampo per muffins, si possono tranquillamente realizzare lo stesso questi dolcetti usando dei semplicissimi stampini usa e getta in alluminio. Inserire il pirottino negli stampini e poi infornare il tutto, il risultato è assicurato purchè pirottino e stampini siano della stessa misura altrimenti, se gli stampini sono troppo grandi, il dolce crescerà in larghezza invece che in altezza e otterrete dei dolci comunque buoni ma dall'aspetto basso e largo invece che alto!

Pane alle olive

Il caldo ha finalmente allentato la sua morsa e io non vedevo l'ora di riaccendere il forno! Inaugura la stagione autunnale con una ricetta semplice di pane con le olive. Faccio il pane da diversi anni, ma devo ammettere che le maggior soddisfazioni derivano dalla mia adorata planetaria che mi permette di fare il pane molto bene e senza fatica! Tuttavia potete fare il pane anche a mano, come ho sempre fatto io d'altra parte prima dell'avvento di questa meravigliosa macchina, purchè abbiate voglia di usare i muscoli! ;-)

ingredienti:
(per 6 panini)
400 gr farina 00
100 gr farina integrale
25 gr lievito di birra fresco
250 ml latte tiepido
500 gr olive verdi snocciolate
1 cucchiaino raso di sale fino
1 cucchiaino di malto

preparazione:
Mettete nella ciotola della planetaria (o in una ciotola capiente se farete il pane a mano) il lievito di birra sbriciolato con le dita, aggiungete circa un terzo del latte tiepido e mescolate con una forchetta per farlo sciogliere, quindi aggiungete le due farine setacciate insieme, il malto e il resto del latte e impastate. Se usate la planetaria, impastate a bassa velocità con l'apposito gancio per circa 10 minuti. Quando l'impasto è ben lavorato, bisogna aggiungere il sale e le olive (denocciolate e ben scolate dal loro liquido). Inizialmente sembrerà difficile far incorporare il tutto alla massa ben solida dell'impasto ma lasciando lavorare la macchina al minimo, si amalgameranno benissimo. Le olive verranno sminuzzate in maniera grossolana dal gancio, quindi non serve tagliarle prima. L'impasto potrebbe diventare un po' molle a causa del liquido rilasciato dalle olive, in questo caso aggiungere gradualmente qualche cucchiaio di farina 00. La consistenza è giusta quando l'impasto si stacca dalle pareti del recipente e non rimane appiccicato alle mani.
Prendere una ciotola molto capiente, ungerla leggermente d'olio e porvi l'impasto. Coprirla quindi con della pellicola trasparente e porla nel forno spento a riposare per due ore. In estate è sufficiente che il forno sia spento e chiuso per proteggere l'impasto da sbalzi di temperatura e correnti d'aria. In inverno per aiutare la lievitazione, accendo per circa 30 secondi il forno a 100°C, poi lo spengo, provo con la mano la temperatura interna dell'aria nel forno e appena sento che è leggermente tiepido (ma non caldo!) inserisco la ciotola.
Dopo due ore, il volume sarà almeno raddoppiato, a quel punto siamo pronti per il reimpasto.
Prendete l'impasto e rovesciatelo su un ripiano infarinato. Con le mani lavoratelo rapidamente per sgonfiarlo e suddividetelo in porzioni uguali di peso che formeranno i panini. Io ne ricavo sei, ma potete anche fare dei panini più piccoli (tipo tartine) e ricavarne 12. La cosa importante è che siano tutti uguali altrimenti la cottura non sarà omogenea o dovrete fare infornate diverse per i panini di uguale forma e peso (potete aiutarvi con una bilancia per suddividere l'impasto).
Ora date la forma desiderata ai panini: io prendo ogni pezzetto, lo riduco ad una striscia larga circa 10 cm e lunga 20 e la arrotolo su se stessa a forma di cilindro, poi con le mani la faccio rotolare avanti e indietro sul ripiano per farla diventare più piatta e lunga, come una salsiccia, avendo cura di premere poco al centro e di più alle estremità. Verranno fuori dei panini come nella foto qui accanto. Disponeteli sulla teglia da forno, su carta da forno infarinata, avendo cura di lasciare spazio perchè lieviteranno ancora raddoppiando circa il loro volume. Coprite con un canovaccio pulito e ponete nel forno, sempre spento. Dopo circa 60-90 minuti vedrete che i panini hanno raddoppiato le loro dimensioni, a quel punto togliete delicatamente il canovaccio e accendete il forno a 200°C. Il pane deve cuocere per circa 30-40 minuti, diventando dorato. Quando mancano circa 5 minuti, giratelo con una paletta e fatelo asciugare bene anche sul fondo.
Sfornate e ponetelo su una gratella per farlo raffreddare (non su un piatto, l'aria deve circolare anche sotto al pane altrimenti la condensa lo renderà umidiccio sul fondo!), quindi gustatevelo tiepido o freddo, da solo o farcito!



note:
La farina integrale non è indispensabile, se preferite potete usare solo farina 00 oppure aggiungere al posto della farina integrale quella di manitoba, che aiuta a spingere la lievitazione.
Le olive possono naturalmente essere anche nere, oppure si possono usare ingredienti diversi per ottenere una variante alle noci, ai fichi eccetera! In ogni caso, questi ingredienti vanno sempre aggiunti alla fine dell'impasto per non frammentarli troppo.
Per chi impasta a mano, la lavorazione va fatta inizialmente in una ciotola capiente e dopo su un piano infarinato. La pasta va lavorata per circa 5 minuti con energia per risvegliare i lieviti, solo dopo i primi 5 minuti si può aggiungere il sale e le olive e quindi la lavorazione deve continuare per altri 10 minuti buoni... se avete un uomo in casa, è ora di fargli provare le gioie dell'arte culinaria! Altrimenti consolatevi: alla fine avrete le mani così morbide e liscie che neanche dopo una seduta di manicure... il lievito fa miracoli! :-)

Melanzane conservate sott'olio

CUCINIERE E CUCINIETI, E' CON PIACERE CHE VI INFORMO CHE OGGI RIAPRE IL BLOG!!
Ebbene, comincia a smettere di fare caldo e io comincio a ritrovare la voglia di cucinare e spadellare!
Dopo la pausa estiva, ho deciso di tornare con una ricetta semplice anche se un po' lunga da preparare: le melanzane sott'olio! Preparare una buona scorta di melanzane sott'olio è molto semplice e garantisce materia prima per contorni e bruschette squisite e genuine per tutto l'inverno, oltre a costituire un gradito regalo di Natale per amici e parenti golosi, se messe in un cestino con qualche altra prelibatezza preparata da voi! Questo è il periodo ideale per preparare le melanzane sott'olio, perchè si trovano melanzane fresche ad un buon prezzo... inoltre se conoscete qualcuno che ha l'orto (come me!) ve ne regalerà volentieri un po', perchè in questo periodo la produzione è al massimo e io sinceramente non so più dove metterle!! ;-)
Le dosi che metto di seguito sono indicative, si possono fare vaziazioni a piacere naturalmente. Con queste quantità si ottengono circa 4 vasi da mezzo litro.

INGREDIENTI:
8 melanzane medio-grandi, lucide, pesanti e sodissime al tatto.
4 carote medie
4 gambi di sedano
4 spicchi d'aglio pelati
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
4 cucchiai di origano esiccato
peperoncino piccante a rondelle, a piacere.
sale fino e grosso q.b.
500 ml aceto di vino bianco
olio extravergine d'oliva di ottima qualità q.b. (circa 1 litro abbondante, comunque)

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa bisogna armarsi di una grossa vaschetta o un catino pulito, potete pelare le melanzane con lo sbucciapatate oppure lasciare la buccia se vi piace (io la lascio) e tagliarle in maniera uniforme. Io faccio dei bastoncini di circa 1/2 cm di lato, si possono anche fare delle fette di questo spessore e poi tagliarle a metà o lasciarle intere, a piacere. L'importante è non farle troppo sottili, altrimenti si otterrà una purea di melanzane!
Mettere le melanzane nel recipiente riempito di acqua fredda e un paio di manciate di sale grosso e assicurarsi che siano completamente immerse in acqua, eventualmente si può posare un piatto o un coperchio con un peso sopra per mantenerle tutte a mollo. Dopo almeno 2-3 ore (o anche mezza giornata, a seconda del tempo che si ha!) bisogna scolarle e si noterà che l'acqua sarà diventata scura: le melenzane avranno rilasciato il gusto amaro e saranno così più dolci e delicate.

Nel frattempo si preparano le altre verdure: pelare le carote e il sedano per eliminare i filamenti duri, tagliare entrambi a rondelle sottili. Eliminate il picciolo, i semi e i filamenti bianchi interni dei peperoni e tagliateli a quadretti (tutte queste verdure non verranno cotte, quindi tagliatele dello spessore che gradirete poi sentire sotto i denti) e metterli in un recipente capiente, insieme all'aglio pelato e tagliato a metà, all'origano e al peperoncino tagliato a rondelle (per un gusto meno piccante, eliminate i semi dei peperoncini). Irrorate con abbondante olio, un paio di prese di sale fino e mescolate. Lasciate riposare a temperatura ambiente, in modo che gli aromi iniziano a rilasciare i loro profumi nell'olio.

A questo punto è necessario scottare le melanzane: c'è chi le cuoce sulla griglia (ottima idea se avete un barbecue, così avranno un buon sapore di brace! Io purtroppo non ce l'ho...) mentre io le scotto in acqua e aceto. In una pentola metto 1 litro d'acqua e mezzo litro di aceto di vino bianco, porto a bollore e immergo le melanzane una manciata alla volta. Le lascio circa 30 secondi dalla ripresa del bollore e le scolo con la schiumarola, ponendole nello scolapasta a colare.
Una volta terminato di scottare tutte le melanzane, è ora di strizzarle. Si può fare a mano, ma viene meglio e si fa prima con lo schiacciapatate! Lo si riempie per metà e si schiaccia delicatamente, per eliminare l'acqua. Le melanzane ben strizzate vanno aggiunte nella ciotola delle verdure precedentemente preparata, quindi si può mescolare il tutto per amalgamanre verdure crude e melanzane e a questo punto consiglio di assaggiare, per valutare se è il caso di regolare ancora di sale.

Bene , ci siamo: è ora di mettere tutto nei vasetti! E' pur vero che l'olio da solo se sommerge perfettamente gli ingredienti è sufficiente per conservare i cibi senza produrre muffe, ma io preferisco lo stesso assicurarmi che i vasetti siano assolutamente puliti e sterilizzati, con dei tappi a chiusura ermetica nuovi. Io uso i vasi Quattro Stagioni, sono facilissimi da trovare e ogni anno riciclo i vasi acquistando solo le capsule nuove (poichè la guarinizione si usura, facendo il sottovuoto), con una spesa minima.
I vasi si possono sterilizzare in vari modi, ad esempio bollendoli in acqua oppure lavandoli con cura e mettendoli nel forno a temperatura massima di 100-120°C per circa mezz'ora ora. Negli ultimi 10 minuti metto in forno anche i tappi. Poi spengo il forno, lascio raffreddare i vasi e li riempio con la preparazione. E' importante premere bene con il cucchiaio mentre si riempiono i vasi per eliminare l'aria e non lasciare bolle d'aria all'interno. Quando il vaso è quasi pieno, lo rabbocco con l'olio d'oliva, in modo che riempia eventuali spazi vuoti all'interno e finisco lasciando 1 cm di olio sopra, che sommerga perfettamente le verdure e un ulteriore cm deve rimanere vuoto (altrimenti quando si sterilizza, trabocca tutto!). Quindi tappo! Sempre poichè l'olio preserva i cibi immersi, si potrebbe evitare di fare il sottovuoto... ma io lo faccio lo stesso, per sicurezza. Per fare il sottovuoto, una volta stretti bene i tappi e assicurandosi che i bordi del vaso siano ben puliti, si mettono i barattoli in una grossa pentola, si inserisce un canovaccio tra i vasi per impedire che sbattano insieme quando l'acqua bollirà e si riempie la pentola d'acqua. Quindi si fanno bollire per 30 minuti, e si fanno raffreddare nella pentola stessa. A quel punto, premendo sulla capsula al centro del tappo non si dovrà sentire "click" che indica ancora presenza di aria all'interno. Il sottovuoto si conserva fino a 2 anni... anche se queste melenzane a casa mia durano al massimo due mesi, una volta cadute nelle mani della mia dolce metà!! :)

NOTE: per maggiori informazioni su come sterilizzare i vasi (anche per conserve, frutta, marmellate eccetera) ecco un link utile: http://cucinallegra.forumfree.it/?t=25629616

Spezzatino affumicato alla birra

Ed ecco che, solo in leggero ritardo rispetto alla tradizione ;), risorgo e torno nel mondo dei vivi per portarvi qualche nuova ricettuzza!
La brutta notizia è che sono di nuovo senza macchina fotografica, quindi potrò proporre solo foto pessime e fatte con il cellulare (non me ne vogliate... non riesco a fare di meglio!!!), la bella è che sto ricominciando a cucinare qualcosina ogni tanto, dopo un periodo di pausa forzata!
Due sere fa ho prodotto un piatto che a casa Sky è un classico super-testato: lo spezzatino affumicato alla birra! Purtroppo la foto è "d'archivio" (e l'ho presa da questo bel blog che vi invito a leggere: http://muffinscookiesealtripasticci.blogspot.com/2009/02/bocconcini-di-manzo-alla-birra.html ) in quanto i commensali sono arrivati a metà piatto prima che io tornassi munita di cellulare per fare la foto...ma rende l'idea della consistenza finale del piatto! :P
Il punto forte di questo piatto è la magnifica cremosità pur in assenza di patate (sarà felice che non ama abbinare i carboidrati alla carne), il sapore rustico e deciso che viene dall'unione dell'aroma della birra con l'affumicato della pancetta, che rilascerà insieme alla carne tutta la dolcezza dei suoi grassi! Il fatto che poi si prepari in 10-15 minuti e dopo cuocia da solo per un paio d'ore mentre voi pensate ai fatti vostri, è un altro lato positivo da non sottovalutare! :)



Ingredienti
(per 4 persone)
800 gr di spezzatino di vitello
250 gr di pancetta tesa affumicata
2 carote medie
1 cipolla grande
1 bottiglietta di birra rossa doppio malto (33 cl)
2 foglie di alloro
olio d'oliva, farina 00
400 ml di brodo di carne o vegetale

Preparazione
Tagliate la carne a bocconcini, riducete la pancetta a dadini dopo averla privata della cotenna ed eventuali parti dure. Affettate la cipolla sottilmente e tagliate le carote a dadini.
In un tegame largo (meglio se antiaderente) e già caldo, mettete un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva e quindi aggiungete la cipolla e la pancetta. Lasciate scaldare a fuoco medio finchè entrambe non iniziano a diventare trasparenti, quindi aggiungete le carote e l'alloro. Infarinate leggermente i bocconcini di carne e aggingeteli nella padella (tecnica veloce senza sporcare: in una grossa ciotola mettete un po' di farina, aggiungete due manciate di carne e con le mani date una mescolata, scrollate la farina in eccesso e mettete in pentola, poi ripetete l'operazione con l'altra carne finchè l'avete finita!).
Fate rosolare la carne su tutti i lati a fiamma viva, mescolando di tanto in tanto. Quando sarà tutta ben dorata, aggiungete la birra, mescolate per staccare il fondo di cottura e lasciate evaporare. A quel punto, aggiungete metà del brodo ben caldo, mescolate di nuovo, abbassate la fiamma al minimo, mettete il coperchio e lasciate cuocere dolcemente per circa due ore.
Una volta ogni mezz'ora circa, mescolare il tutto e se sta asciugando aggiungere ancora un po' di brodo caldo per non fare attaccare la carne.
E' un piatto ricco e completo, si può comunque servire con diversi contorni, dalle patate al forno al purè a dei deliziosi pisellini novelli saltati in padella... a vostro gusto!

NOTE
Come in tutti i piantti di carne, metà della buona riuscita dipende esclusivamente dalla buona materia prima, che non significa comprare la carne più costosa che c'è, ma il taglio adatto a quel particolare piatto. In questo caso, ad esempio, io scelgo sempre un pezzo di vitello misto, cioè ricco di venature di grasso poichè il grasso si scioglierà nella cottura e renderà la carne così morbida da tagliarsi con la forchetta e il sapore finale del piatto più ricco e dolce. La parte che compro io è la stessa che si sua per fare a volte il bollito, cioè il biancostato di vitello, che il macellaio di priva dell'osso e io poi riduco a dadini. Se acquistate i bocconcini da spezzatino già tagliati, abbiate cura almeno di scegliere quelli più "bianchi" e ricchi di grasso altrimenti risulteranno duri e stopposi.
Ultima nota sulla birra: in questa ricetta ho indicato una birra rossa al doppio malto (io uso al MacFarland ma usate pure la vostra preferita!), ma il risultato è delizioso anche con una bella Guinness! L'unica cosa che davvero dovete evitare, e ve ne prego!, è la classica birra chiara leggera... quella proprio non va bene!

L'IDEA IN PIU'
Se preferite, dopo aver fatto evaporare la birra, è possibile trasferire il tutto in una pirofila da forno, aggiungere il brodo e proseguire la cottura nel forno a 180°, sempre avendo l'accortezza ogni tanto di mescolare e aggiungere del brodo se asciuga. La variante super-golosa viene alla fine: si può prendere lo spezzatino già cotto e finito, metterlo in una terrina rivestita di pasta sfoglia, agigungere sopra una generosa quantità di formaggio tipo cheddar grattugiato, ricoprire con un altro foglio di pasta sfoglia, sigillare bene i bordi pizzicandoli con le dita, spennellare con rosso d'uovo sbattuto e quindi rimettere in forno per altri 30-40 minuti, finchè la sfoglia non è bella croccante e gonfia... diventa un piatto unico davvero insolito e ancora più ricco, e che vi farà fare un figurone!

Torta "Foresta Nera" con chantilly

Sottotitolo: LA DIETA E' FINITA!!!!!!!!!!!!!
Avrete notato la latitanza delle ultime due settimane... ecco, ero a dieta! Ma siccome la dieta si è dimostrata una vera tortura, con rischio di svenimento per la fame e la totale assenza di zuccheri e peraltro senza risultati significativi (si può fare la fame per 2 settimane e perdere solo 2 kg?? Cose da matti!) ho deciso che la dieta era assolutamente termiata e per festeggiare ho prodotto questa:



Vi presento la torta della foresta nera con crema chantilly... una goduria per gli occhi oltre che per il palato! Per i miei gusti sinceramente era un tantino troppo dolce, non amo moltissima la panna montata, però ha riscosso un grande successo in famiglia... inoltre, a parte le millemila calorie a fetta, è anche semplice da preparare e fa moltissima scena... se avete dei bimbi o dei mariti golosi farete la loro felicità, credo che sia la torta di compleanno perfetta che ogni bambino sognerebbe! :)

INGREDIENTI
130 gr zucchero semolato
160 gr farina 00
40 gr cacao amaro
1 bustina di lievito per dolci
6 uova
200 ml crema pasticcera
500 ml panna fresca da cucina da montare *
70 gr zucchero a velo
200 gr ciliegie candite o sciroppate
100 gr scaglie di cioccolato fondente per decorare

* (per la crema pasticcera occorrono 2 tuorli d'uovo, 80 gr di zucchero, 25 gr di farina 00, 200 ml di latte, vaniglia a piacere per aromatizzare)

PREPARAZIONE
Preriscaldare il forno a 200°C. Preparare una tortiera di diametro 20-22 cm al massimo con il fondo e le pareti imburrati e infarinati. In una ciotola capiente rompere le uova, aggiungere lo zucchero semolato e montare con le fruste per alcuni minuti alla massima potenza, fino ad ottenere una schiuma soffice e chiara. Setacciare insieme la farina, il cacao e il lievito e aggiungerli al composto, mescolando con delicatezza per non smontarlo troppo. Versare il composto nella tortiera e infornare nel forno ben caldo per 30-35 minuti. Sfornare, attendere qualche minuto e quindi sformare la torta ponendola a raffreddare su una gratella.

Mentre la torta cuoce, preparare la crema pasticcera: riscaldare il latte con un baccello di vaniglia tagliato a metà e lasciarlo intiepidire, quindi filtrare per eliminare il baccello. In un altro pentolino mettere i tuorli d'uovo, aggiungere lo zucchero e montare con ua frustina a mano, quindi aggiungere anche la farina.e versare a filo il latte tiepido, sempre sbattendo con la frusta con cura per non formare grumi. Porre su fuoco basso e continuare a mescolare con la frusta finchè la crema non si sarà addensata, occorreranno pochi minuti. Trasferire la crema in un recipiente per farla raffreddare completamente e coprirla subito con la pellicola trasparente, mettendola direttamente a contatto con la crema senza lasciare bolle d'aria: in questo modo, raffreddandosi la crema non formerà quella pellicola dura in superficie che poi, mescolandola, si trasforma in odiosi grumetti!

Quando la torta è del tutto fredda, tagliarla per formare 3 dischi. Consiglio di usare un coltello da pane, con la lama seghettata e affilata. Tagliare usando un movimento "a sega" in maniera da non sbriciolare la torta. Porre i tre dischi su tre piatti per essere farciti. Montare metà della panna con metà dello zucchero a velo fino ad ottenere una consistenza a neve. Incorporare alla panna la crema pasticcera, ben fredda, facendo movimenti dal basso verso l'alto per non smontarla, fino ad ottenere una crema omogenea e delicata: la crema chantilly.
Spalmare metà della crema sul disco della base, disporre alcune ciliegie nella crema e sovrapporre il disco centrale. Spalmare anche questo disco con la crema restante e disporre altre ciliegie, quindi coprire con l'ultimo disco, premendo leggermente. Mettere in frigorifero per rassodare e compattare.

Prima di servire, montare la panna e lo zucchero a velo rimasti a neve ben ferma, quindi con una spatola disporla sulla superficie della torta e sui lati, coprendola interamente. Decorare con riccioli di cioccolato fondente e le ciliegie rimaste. tenere in firgorifero fino al momento di servire!

NOTE
Non è difficile affettare la torta in tre dischi, a patto però che sia ben fredda e che il coltello sia seghettato e si usino dei movimenti a sega, altrimenti si rischia di sbriciolarla. Per questo stesso motivo è importante che la tortiera non sia iù grande di 20-22 cm, altrimenti la torta rischierebbe di venire troppo bassa per essere affettata (in alternativa, aumentare le dosi in maniera proporzionale).
Per montare bene la panna e in fretta, è d'aiuto tenere in frigorifero il recipiente che si userà e le fruste metalliche, così come deve essere ben fredda la panna stessa. La panna per la chantilly deve essere montata a neve ma non troppo dura, per amalgamarsi senza fatica alla crema pasticcera, mentre la panna per la copertura deve essere den ferma, altrimenti colerebbe via.

La decorazione finale, che prevede la copertura con panna di tutta la torta, andrebbe fatta poco prima di servire e comunque idealmente nell'arco di una/due ore prima di consumarla per evitare che la panna impregni troppo la torta o si smonti (anche se devo dire che se è montata bene, non rischia di colare... io ho poco meno di mezza torta avanzata in frigorifero da 24 ore e non ha cambiato per niente aspetto!). Naturalmente è una torta da consumare nell'arco di un giorno/un giorno e mezzo, vista l'abbondante presenza di panna fresca.
Un'ultima nota sulle scaglie di cioccolato: in teoria le scaglie perfette si ottengono fondendo il cioccolato a bagnomaria, quindi versandolo su un ripiano di marmo, spatolandolo per qualche minuto e quindi lascinadolo risolidificare: a quel punto con un coltello a lama piatta strisciato sul cioccolato si ottengono dei riccioli spettacolari. Siccome io non ho il marmo (e ieri neanche il tempo!) per farlo, ho umilmente ottenuto le scaglie di cioccolato usando un bel pelapatate sul bordo di una tavoletta di cioccolato bella alta... non è proprio lo stesso, lo ammetto, ma può essere un'alternativa meno triste delle codette di cioccolato confezionate! ;)

L'IDEA IN PIU'
Fatela assaggiare al gatto: piacerà di sicuro, garantisce il mio Axl!!! ;)